Nuovo “innesto” per la parte elettrica del cuore

Clinica San Gaudenzio: ecco il dott. Bruno Pezzulich

Arriva da Torino il nuovo Referente del Servizio di Elettrofisiologia della Clinica San Gaudenzio di Novara. Si tratta del dott. Bruno Pezzulich, cardiologo specializzato nel trattamento delle aritmie cardiache.

dott pezzulich“L’impressione che ho avuto della struttura è stata ottima - esordisce così il dott. Bruno Pezzulich - il tutto è ben organizzato, i pazienti vengono accolti nella maniera più adeguata. Ciò che mi ha maggiormente stupito è stato l’elevato standard tecnologico di cui sono dotate le varie Cliniche del Gruppo, una cosa davvero fondamentale per chi, come me, impianta quotidianamente apparecchi salvavita come pacemaker o defibrillatori”.
Il dott. Pezzulich, con oltre 4.500 interventi all’attivo, va quindi ad arricchire il parterre di professionisti della Clinica San Gaudenzio che da anni ormai, e con grandi risultati, si occupa di uno degli organi più importanti del corpo umano: il cuore.
Ma vediamo ora nel dettaglio, oltre all’impianto di pacemaker e defibrillatori sottocutanei, di cosa si occuperà principalmente il nuovo professionista approdato nella Struttura novarese.

Ablazione cardiaca
“Quando parliamo di ablazione cardiaca per pazienti che soffrono di fibrillazione atriale o di altre importanti aritmie, parliamo nella maggior parte dei casi di una possibile soluzione definitiva del problema. Spesso il primo approccio nei confronti di queste patologie è farmacologico e solo dopo si ricorre all’ablazione, è un po’ la stessa differenza che c’è tra curare il sintomo e guarire invece la malattia.
La terapia delle patologie elettriche del cuore è una terapia elettrica e non farmacologica, perché i farmaci spesso sono poco efficaci e portano con sé troppi effetti collaterali. Per questi motivi, specialmente se si tratta di soggetti giovani, è bene che il medico sia molto chiaro sulle possibilità di cura, informando il paziente che l’ablazione cardiaca rappresenta una possibile cura risolutiva”.

La procedura di ablazione cardiaca è moderatamente invasiva e praticamente indolore grazie all’anestesia locale e a una leggera sedazione cosciente del paziente. L’elettrofisiologo inserisce un piccolo catetere, dotato di elettrodi (1,5mm di diametro), all’interno della vena femorale della coscia che viene guidato da un sistema computerizzato fino al cuore. Qui il medico mette in funzione gli elettrodi per sondare l’attività elettrica dell’organo e una volta individuato il punto o i punti che provocano l’aritmia, li elimina grazie alla punta riscaldata del catetere. La procedura dura circa un’ora, il paziente rimane in osservazione per una notte e il giorno successivo può tornare a casa e riprendere tutte le sue normali attività quotidiane.
“Il principio dell’ablazione cardiaca è molto semplice: molte aritmie, comprese la fibrillazione striale, originano da aree specifiche all’interno del cuore. L’ablazione consente di isolare elettricamente queste zone, creando delle minuscole cicatrici intorno all’area responsabile. Dal momento che le cicatrici (che non influenzano in alcun modo la normale attività del cuore) non conducono energia elettrica, queste zone patogene sono isolate dalle restanti parti e non possono più esercitare la loro attività aritmogena. In due parole: si guarisce”.

Come già detto, la procedura di ablazione cardiaca è utile non solo per la cura della fibrillazione atriale, ma anche per altre aritmie atriali complesse che possono, per esempio, insorgere dopo interventi di cardiochirurgia.
La procedura viene applicata anche per curare tachicardie ventricolari, aritmie potenzialmente mortali, che spesso insorgono in pazienti già affetti da gravi cardiopatie e che, con questa metodica, possono essere trattati con successo.

Occlusore auricola sinistra
Negli ultimi dieci anni il dott. Pezzulich si è anche specializzato nell’impianto di occlusori dell’auricola di sinistra.

“Una delle complicazioni più importanti della fibrillazione atriale è l’ictus causato da trombi che hanno origine prevalentemente all’interno dell’auricola di sinistra, un piccolo diverticolo dell’atrio sinistro, che favorisce la stasi del sangue e quindi ne facilita la formazione e il loro successivo distaccamento. La procedura di occlusione dell’auricola ci permette di isolare questa zona, chiudendola con un tappo, con grandi vantaggi per il paziente che sarà più protetto dall’ictus e che potrà finalmente smettere di prendere farmaci anticoagulanti”.

Questa procedura, rivoluzionaria per i pazienti che non possono assumere anticoagulanti orali, viene sempre eseguita per via percutanea, ma in anestesia generale. Il tappo occlusore è realizzato in Nitinol (una lega di nichel e titanio molto usata in campo biomedico per la sua estrema elasticità) e viene inserito all’interno del cuore attraverso un accesso venoso. Anche in questo caso il paziente resta in osservazione una notte, per essere rimandato a casa il giorno successivo.

Home monitoring (monitoraggio domiciliare)
Un’altra importante novità che il dott. Pezzulich conta di introdurre alla Clinica San Gaudenzio, ma anche nelle altre strutture del Gruppo, è l’Home monitoring o monitoraggio domiciliare.
“Ai pazienti viene dato un apparecchio in comodato d’uso gratuito, in grado di rilevare in automatico, durante la notte, l’attività del pacemaker o del defibrillatore. I dati vengono trasmessi al centro di controllo gestito dal gruppo degli elettrofisiologi che in tempo quasi reale può rilevare eventuali anomalie nel battito dei pazienti, che sono così tenuti sotto controllo 24 ore su 24. Il vantaggio è che in questo modo possiamo notare subito eventuali problemi di cui spesso i pazienti non si accorgono e non a distanza di 6 mesi, quando solitamente viene fissato il primo controllo post impianto”.

L’apparecchio per il monitoraggio, dotato di scheda sim per la trasmissione dei dati, può essere collegato ad una presa telefonica oppure al wi-fi di casa. Per la sicurezza del paziente è bene sottolineare che questo sistema è solamente in grado di raccogliere i dati di pacemaker e defibrillatori, ma non può fare nulla sulla loro programmazione.

Loop recorder
Altro apparecchio molto utile all’elettrofisiologo per diagnosticare eventuali patologie a carico del ritmo cardiaco, è il loop recorder.
“Si tratta di un piccolo holter che viene posizionato sotto la cute del paziente - conclude il dott. Pezzulich - e che va a registrare, 24 ore su 24, tutte le alterazioni del ritmo sinusale per poi trasmetterle al medico. Questo è molto utile per quelle persone che svengono senza apparente motivo o per la diagnosi di rare aritmie”.

News dal Gruppo

Innovazioni tecnologiche alla Pinna Pintor

Un grande passo avanti per la Diagnostica per immagini della Clinica Pinna Pintor di Torino che recentemente ha visto...

In ambulatorio con il chirurgo plastico

Quando si parla di interventi di chirurgia platica e ricostruttiva vengono subito in mente operazione lunghe e complesse...

Nuovo inizio per la Neurochirurgia del Policlinico

Da tre mesi è il nuovo Responsabile dell’Unità Operativa di Neurochirurgia del Policlinico...